Dalle pagine di Fb la campagna a difesa della "rosa di Vallarelli"

TERAMO – Una erdeità ci ha lasciato il maestro della fotografia Gioacchino Vallarelli: saper guardare con occhi belli la sua città, Teramo. Fermandola nelle foto ma prima ancora negli occhi e nella mente. E di quel bello che ormai a Teramo c’è sempre minor segno, Vallarelli ci ha lasciato in eredità una rosa. Quella rosa che ha piantato e curato per mesi nella fioriera pubblica dinanzi al suo laboratorio di via Veneto, oggi tristemente chiuso, ma che ha in questa pianta un baluardo di storia e di ricordo. E’ l’ultima foto di Vallarelli, che si batteva anche per la difesa del decoro urbano. Soprattutto di via Veneto, violata sempre più spesso a incuria e smog. Oggi a difesa di questa rosa interviene il gruppo Facebook tra i più attivi sul fronte della denuncia di ciò che non va, "Teramo se questo è il centro, pensa la periferia". Che lancia un appello agli amministratori, sindaco e comandante dei vigili urbani, ma soprattutto alla comunità dei social: nessuno tocchi quelle fioriere, a difesa della "Rosa di Vallarelli". Che diventa un vessillo per il ritorno al rispetto dell’etica civica, troppo vilipesa in particolare a Teramo.
Ecco l’invito che arriva dalle pagine del profilo, che si traduce anche in un :
"Gioacchino Vallarelli era un baluardo di civiltà.
Il suo interesse, la sua attenzione e dedizione andavano oltre la soglia del suo laboratorio fotografico.
Amava la sua strada (la nostra strada) in modo assoluto, incondizionato.
Ha continuato fino all’ultimo a curarla, custodirla e difenderla dal cinismo, l’inciviltà e l’arroganza ormai dilagante ed apparentemente inarrestabile.
Perché la sua dipartita non rappresenti l’ennesima sottrazione, l’ennesima perdita per la nostra comunità, si ponga qui, al numero 13 di via Veneto, la pietra angolare della ricostruzione civica, etica, culturale ed economica del nostro martoriato centro storico.
NESSUNO TOCCHI "LA ROSA DI VALLARELLI".
NESSUNO TOCCHI LE FIORIERE DAVANTI ALLE SUE VETRINE.
Si impedisca da subito che questo spazio diventi terra di conquista per avventori frettolosi, miserabili e volgari.
Si ponga fine allo scempio quotidiano di via Veneto, agli spostamenti (e danneggiamenti) vigliacchi, ignobili e brutali delle fioriere e dei dissuasori.
Si rispettino le regole ed il decoro del nostro centro storico.

Sindaco Brucchi, comandante Zaina, assessore Di Stefano:
siamo stanchi della vostra assenza, stanchi del vostro balbettio, stanchi della vostra inconcludenza, stanchi del vostro lasciar fare.
Vi chiediamo ancora una volta di stare dalla nostra parte, dalla parte delle regole, del rispetto reciproco, dell’educazione e della civiltà. 
Di starci con i FATTI, non con un ennesimo annuncio, con un’altra sperimentazione eterna, con un ulteriore rinvio, con un’altra lungaggine, con una nuova scusa.

PER L’ULTIMA VOLTA: DIMOSTRATE DI STARE DALLA NOSTRA PARTE CON I FATTI, PERCHE’ NOI SOLO I FATTI POSSIAMO DOCUMENTARE". 

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