Urp e dipendenti comunali al museo, sbotta Melarangelo: “Spazi scippati alla cultura"

TERAMO – Il trasferimento dell’Urp e di alcuni uffici comunali all’interno degli spazi museali vede contrario il consigliere comunale del Pd Alberto Melarangelo che stigmatizza la scelta dell’amministrazione ritenuta poco consona alle esigenze di custodia dei beni che arricchiscono gli allestimenti espositivi.  «Far pagare i tagli del Governo al museo che custodisce il nostro patrimonio storico antico – dichiara Melarangelo -è un atto irresponsabile ed è segno distintivo di chi amministra male i beni della comunità».  Al contrario il consigliere ritiene che quegli spazi andrebbero liberati da tutto ciò che non è attività culturale, a partire da un’intera ala che è già ora interamente occupata da uffici per dipendenti comunali e ricorda che già la Pinacoteca civica conserva gran parte delle sue opere in un deposito perché non ha i sufficienti spazi per rendere visibile permanentemente l’intera collezione. “Il museo va utilizzato come spazio dinamico delle attività di valorizzazione della città e dei suoi tesori, destinando tutti gli spazi a sedi espositive aggiungendovi un bookshop e creando la giusta sinergia con le frequenti attività convegnisti che della Sala San Carlo”. Invece la Giunta Brucchi fa il contrario – dice Melarangelo- .Elimina il bookshop (e le spese effettuate per il suo bell’allestimento? Bruciate al vento) per allocarci il famosissimo Urp e trasferisce altri burocrati con assessore al seguito in stanze di cui la cultura ha estremo bisogno”. Il consigliere ricorda di aver proposto di utilizzare gli spazi del mercato coperto per le esigenze burocratiche, così come altri presenti in Casa Urbani, nei palazzi di via della Banca, vico del Municipio e Piazza Orsini. “Per non parlare dei numerosi beni di proprietà comunale lasciati in colpevole abbandono come quelli in via Stazio e Piazza del Sole. Niente di tutto questo, anzi si dismette anche il Parco della Scienza, inaugurato in pompa magna qualche anno fa e ora fermo al palo nel vuoto assoluto di idee e progetti”. 

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