TERAMO – (jacopodifrancesco) Quando gira così male, cambiare direzione è davvero impossibile. Il Teramo produce gioco con sicurezza, si rende pericoloso, trova al 74′ il tanto agognato gol ma sul calcio di ripresa il Rimini va in porta con tre tocchi nell’incredulità generale.
4-4-2 consueto per il Teramo, confermati Moreo e Cecchini; al posto degli infortunati Speranza e Cenciarelli ci sono Caidi e Cruciani. Acori risponde col solito 4-3-3.
Il tema tattico della gara è chiaro sin dall’inizio: Rimini rintanato nella sua metà campo e Teramo padrone del campo con Amadio in cattedra, ma la sua prestazione andrà in diminuendo. I primi brividi arrivano tutti da palla inattiva dato che gli ospiti non pressano alti ma riescono a intasare bene le linee di passaggio. Prima ci prova Cruciani, poi Le Noci di testa non inquadra inspiegabilmente la porta.
Il Rimini è sornione, quando recupera palla ci prova sempre e infatti Martinelli al 28′ sfiora il palo. Col passare dei minuti il ritmo cala, ci provano Amadio e Cruciani da fuori ma le loro conclusioni finiscono larghe.
Nella ripresa entra subito Petrella e il Teramo passa al 4-2-3-1. Per una volta però il cambio di modulo non sortisce gli effetti sperati e di conseguenza la partita finisce per giocarsi quasi esclusivamente a metà campo. A metà ripresa Vivarini prova la carta Forte e l’attaccante romano, poco dopo, su un’azione di prima serve una palla deliziosa a Di Paolantonio che infila nell’angolino. I 1.327 del Bonolis (minimo stagionale) stanno ancora esultando quando Bifulco, 20 secondi dopo, trova il pareggio con il suo primo gol tra i professionisti. Nell’ultimo quarto d’ora il Teramo prova un assedio disperato ma ormai le gambe sono in riserva e, pur con il pareggio, arriva il sesto risultato utile consecutivo. Sabato prossimo il Teramo sarà in campo all’"Artemio Franchi" di Siena: la pratica salvezza va chiusa al più presto.
