Il pedofilo non perde il vizio: torna libero e organizza gruppi su WhatsApp

ROSETO – Arresto bis per il disoccupato 49enne che era finito ai domiciliari perchè in casa nascondeva un magazzino di materiale pedopornografico fatto oltre 2mila tra video e immagini di bambini abusati o in atteggiamenti pornografici, numerosi dei quali di età inferiore ai 3 anni. La Polizia postale e delle comunicazioni di Pescara, dopo quella perquisizione che arrivò al culmine di una indagine scattata nel 2015, aveva proseguito il lavoro di investigazione sull’uomo che dopo la convalida dell’arresto, era stato rimesso in libertà dal tribunale. E’ stato accertato così che il 49enne aveva mantenuto il suo numero di telefono per non perdere i contatti con altri pedofili e che aveva creato un gruppo sull’applicazione di messagistica Whatsapp in cui gli investigatori della Polpost hanno identificato almeno 12 iscritti, alcuni dei quali localizzati e sottoposti a perquisizione con sequestro di importante materiale probatorio. Analoga attività di scambio di materiale pedopornografico avveniva attraverso altri social network e applicazioni per messaggi. L’intervento giudiziario, insomma, non aveva sortito effetto per interrompere l’attività di scambio dell’indagato e sul suo cellulare gli agenti hanno rinvenuto altre immagini pedopornografiche, utilizzando nuovi canali di file sharing con cui si tenta di aggirare l’attività di intercettazione su Internet svolta costantemente dalla Polizia postale. Nei confronti del 49enne, che vive con l’anziana madre, il gip del tribunale dell’Aquila, competente per materia, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere su richiesta del pm che coordina le indagini.

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