Corruzione a Celano: in carcere l’ex parlamentare Piccone, ai domiciliari il sindaco. Un arresto a Roseto

Operazione dei carabinieri dell’Aquila, decapitati gli uffici comunali. Ventinove diverse ordinanze per amministratori e imprenditori

L’AQUILA – Una vasta operazione per reati contro la pubblica amministrazione nel Comune di Celano, in provincia dell’Aquila, è stata eseguita dai carabinieri del Comando provinciale dell’Aquila: con l’accusa di corruzione sono state arrestate 25 persone tra le quali l’ex parlamentare del Polo delle Libertà e di Forza Italia, Filippo Piccone e il sindaco di Celano Settimio Santilli di Fratelli d’Italia.

Nell’operazione i carabinieri hanno eseguito un arresto anche a Roseto, dove è stato arrestato Angelo Walter Specchio, 68 anni, dirigente del Comune di Celano.

L’inchiesta, denominata ‘Acqua fresca’, ha decapitato il Comune di Celano: in carcere Filippo Piccone, ai domiciliari altri 7 tra i quali l’attuale sindaco Settimio Santilli. 25 le persone coinvolte tra amministratori e imprenditori. Secondo la Procura di Avezzano “turbate numerose procedure di gara, pilotando l’affidamento di appalti per l’esecuzione di lavori, progettazioni e servizi per 13 milioni di euro”. “Sistema clientelare fondato su amicizie e conoscenze”.

Delle 25 persone coinvolte nella maxi retata dei carabinieri per reati contro la pubblica amministrazione nel Comune di Celano, otto sono state colpite da misure di restrizione della libertà: il vice sindaco, Filippo Piccone, più volte parlamentare di Pdl e Fi ed ex consigliere regionale azzurro in Abruzzo, è in carcere, mentre il sindaco, Settimio Santilli, di Fratelli d’Italia, è ai domiciliari. Piccone, politico e imprenditore, è stato più volte sindaco e proprio a Celano ha costruito la sua carriera politica che nel maggio 2019 lo ha portato a sfiorare la elezioni al Parlamento Europeo. L’inchiesta, denominata “Acqua fresca”, di fatto ha decapitato il Comune di Celano: ai domiciliari, oltre al sindaco, sono finiti il segretario comunale, Giampiero Attili, e i dirigenti Daniela Di Censo, Luigi Aratari e Valter Specchio, quest’ultimo già coinvolto in un’inchiesta su irregolarità negli appalti per le scuole, ai tempi in cui era direttore generale della Provincia dell’Aquila. Agli arresti domiciliari anche gli imprenditori Goffredo Mascitti e Livio Paris. Divieto di esercitare la professione per l’architetto Lucio Zazzara attuale presidente del Parco della Majella.

L’indagine, diretta dai pubblici ministeri Roberto Savelli e Lara Seccacini e coordinata dal Procuratore di Avezzano Andrea Padalino Morichini, prende le mosse da apprezzamenti informativi sviluppati a partire dal gennaio 2018 dai militari del Nucleo Investigativo di L’Aquila, che attribuivano agli esponenti dell’amministrazione comunale di Celano diverse condotte antigiuridiche, finalizzate all’indebita percezione ed erogazione di fondi comunali a liberi professionisti e imprenditori operanti nella Marsica.
Le attività investigative, sviluppatesi con l’apporto di complesse attività tecniche, hanno permesso di acclarare, secondo il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Avezzano Maria Proia, “l’esistenza di un sistema clientelare, fondato su amicizie, conoscenze ed interessenze con alcuni imprenditori o cittadini, in totale dispregio dei criteri di imparzialità, trasparenza e buon andamento della Pubblica Amministrazione, piegando, di fatto, l’interesse pubblico a quello di pochi”.
In tutto sono state denunciate 56 persone alla competente Autorità Giudiziaria.

In particolare gli amministratori e i dirigenti comunali hanno turbato numerose procedure di gara, pilotando l’affidamento di appalti per l’esecuzione di lavori, progettazioni e servizi o frazionando gli appalti in modo da procedere con affidamenti diretti sotto soglia, a favore di soggetti predeterminati, per lo più imprenditori e liberi professionisti locali, spesso ricorrendo alla falsificazione di atti pubblici.
Il totale dei fondi pubblici destinati alle procedure turbate ammonta a circa 13 milioni di euro, suddivisi in 11 milioni di euro per l’esecuzione di lavori, un milione e mezzo di euro per le progettazioni e 500.000 euro per gli affidamenti dei servizi. Le procedure turbate sono state circa 30.

AGGIORNAMENTO ORE 11 – I reati contestati a vario titolo sono ‘induzione indebita a dare o promettere utilità’, ‘istigazione alla corruzione’, ‘tentato peculato’, ‘turbata libertà degli incanti’, ‘turbata liberta’ del procedimento di scelta del contraente’, ‘falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici’, ‘rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio’. Il vicesindaco di Celano è stato sottoposto alla misura della custodia cautelare in carcere; il sindaco, il segretario comunale, tre dirigenti comunali, un imprenditore e un libero professionista sono stati sottoposti agli arresti domiciliari, mentre un assessore è stato colpito dalla misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, così come anche un esponente della precedente amministrazione comunale.

Infine per 15 tra imprenditori e liberi professionisti è scattato il divieto temporaneo di esercitare attività professionali o imprenditoriali. L’indagine, diretta dai pubblici ministeri Roberto Savelli e Lara Seccacini e coordinata dal Procuratore di Avezzano Andrea Padalino Morichini, prende le mosse da segnalazioni a partire dal gennaio 2018 dai militari del Nucleo Investigativo di L’Aquila, che attribuivano agli esponenti dell’amministrazione comunale di Celano diverse condotte antigiuridiche, finalizzate all’indebita percezione ed erogazione di fondi comunali a liberi professionisti e imprenditori operanti nella Marsica.

AGGIORNAMENTO ORE 12 – In tutto sono state denunciate 56 persone. In particolare gli amministratori e i dirigenti comunali hanno turbato numerose procedure di gara, pilotando l’affidamento di appalti per l’esecuzione di lavori, progettazioni e servizi o frazionando gli appalti in modo da procedere con affidamenti diretti sotto soglia, a favore di soggetti predeterminati, per lo più imprenditori e liberi professionisti locali, spesso ricorrendo alla falsificazione di atti pubblici.

Il totale dei fondi pubblici destinati alle procedure turbate ammonta a circa 13 milioni di euro, suddivisi in 11 milioni di euro per l’esecuzione di lavori, un milione e mezzo di euro per le progettazioni e 500.000 euro per gli affidamenti dei servizi. Le procedure turbate sono state circa 30. Le principali procedure cui si riferiscono i capi di imputazione sono le seguenti: affidamento della progettazione esecutiva, della direzione dei lavori, del coordinamento per la sicurezza e di incarico di supporto al RUP in riferimento alla sostituzione edilizia della scuola media Beato Tommaso da Celano, mediante delocalizzazione in Via della Torre; lavori di realizzazione di un parco giochi in località Crocifisso; gara per il servizio di custodia, manutenzione e assistenza all’uso dei campi sportivi Fabio Piccone, Riccardo Paris, e Francesco Baruffa e campo in terra battuta in località Borgo Strada 14, per il triennio 2018/2020; direzione dei lavori e coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione, nonchè l’affidamento dell’esecuzione dei lavori di riqualificazione urbana, sociale, e culturale delle aree degradate dei rioni Muricelle, Stazione, Tribuna, e Vaschette, suddiviso in tre lotti; affidamento della progettazione di una scuola, di un parco e di un parcheggio da realizzare nelle zone cosiddette ‘Aia’, ‘Don Minozzi’ e ‘Dietro Castello’; realizzazione e organizzazione del premio letterario ‘Vittoriano Esposito’; concorsi pubblici per l’assunzione di impiegati e dirigenti comunali

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