VIDEO/ All’ospedale Mazzini la mostra degli ospiti della Piccola Opera

Questa mattina l’inaugurazione nel Centro Prelievi e al poliambulatorio del primo lotto. Un arazzo realizzato appositamente per l’azienda sanitaria

TERAMO – E’ stata inaugurata stamattina nel Centro prelievi al pianterreno del secondo lotto dell’ospedale di Teramo e al poliambulatorio al primo piano, la mostra delle opere realizzate dai laboratori artistici della Fondazione Piccola Opera Charitas di Giulianova e da quelli della gemellata organizzazione cinese Hui Ling.

Entrambe le realtà utilizzano gli strumenti artistici come mezzi privilegiati per lo sviluppo della creatività, delle abilità motorie e cognitive e l’espressione delle funzioni emotive, affettive e relazionali delle persone con disabilità, all’interno dei percorsi di terapia occupazionale ed ergoterapia. Al taglio del nastro erano presenti il direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia e il presidente della Poc Domenico Rega.

Il connubio fra arte, riabilitazione e sanità ritengo sia particolarmente felice. Così come è importante il rapporto fra gli ospedali e le strutture che operano sul territorio. E questa mostra è la “summa” di tutto: un esempio di quella che è l’umanizzazione dei luoghi di cura. Vedrete che queste opere dicono molto delle emozioni, degli stati d’animo, dell’interiorità dei pazienti che le hanno realizzate. Un mondo interiore empatico e gioioso – ha dichiarato Di Giosia -”.

Accanto alle opere che già sono state esposte in mostre a livello nazionale e internazionale si aggiunge l’arazzo ‘La relazione è tempo di cura’ appositamente realizzato per la Asl di Teramo dai ragazzi del laboratorio artistico della maestra Ileana Patacca. Al riguardo il presidente Rega ha spiegato: “Frutto del lavoro di gruppo e quindi già di per sé segno di una relazione che si sviluppa nella condivisione di uno spazio, lo spazio dell’opera, attraverso l’impegno alla collaborazione, all’ascolto, all’empatia, tempo di cura, per il tramite dell’immagine delle case variopinte rimanda all’idea dell’abitare come modo umano di esistere che va oltre l’occupazione di uno spazio poiché implica le relazioni, anzi è relazione; come tale, il suo senso fondamentale è l’avere cura. Le case, attraverso la molteplicità dei colori esprimono l’accoglienza delle diversità e, quasi in un horror vacui, si sostengono le une con le altre, a mostrare che si può fare esperienza di un abitare generativo, in cui ognuno si prende cura dell’altro come parte di una comunità”.

Il presidente Rega ha ricordato anche che la Fondazione Piccola Opera Charitas, da sessant’anni sul territorio abruzzese a servizio dei più fragili, mentre il direttore generale Di Giosia ha sottolineato i diversi ambiti in cui da tempo sono state attivate collaborazioni con la Asl. L’idea e della mostra è stata promossa dall’Ici del poliambulatorio del Mazzini, Graziana Mancini, supportata nell’organizzazione dalla dipendente Federica Bacchetta.

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