Domani a Teramo i funerali del 65enne Renato Zinilli: il nulla-osta della Procura arriva dopo tre mesi e mezzo di attesa. Nell’inchiesta ci sono 4 indagati: il giallo del casco (non suo) integro nonostante le fratture alla testa
TERAMO – Dopo oltre cento giorni di attesa, dolore e incertezze, la famiglia di Renato Zinilli potrà finalmente rendere l’ultimo saluto al proprio caro. La Procura della Repubblica di Teramo ha concesso il nulla-osta per la sepoltura dell’operaio di 66 anni, deceduto lo scorso 21 gennaio all’interno di un cantiere privato a Castiglione Messer Raimondo.
I funerali si svolgeranno domani, venerdì 8 maggio, alle 10, nella chiesa del Sacro Cuore di via Pannella a Teramo. La salma, rimasta per mesi a disposizione dell’autorità giudiziaria presso l’obitorio del ‘Mazzini’, è stata restituita ai figli e ai familiari, che per tutto questo tempo hanno invocato verità su una morte apparsa fin da subito avvolta da troppe zone d’ombra.
Parallelamente alla liberazione della salma, l’inchiesta giudiziaria ha subito un’importante accelerazione. Il registro degli indagati si è allungato: non più solo il datore di lavoro e il collega, ma quattro persone sono ora sotto la lente della magistratura. Si tratta dei due amministratori dell’impresa edile (con sede a Montorio al Vomano), del medico competente che rilasciò la certificazione di idoneità al lavoro dell’operaio e del collega di Zinilli che, la mattina dell’incidente, movimentava un mezzo meccanico nel cantiere. Il caso era esploso quando l’autopsia aveva ribaltato la tesi iniziale di un decesso per cause naturali. L’esame autoptico aveva infatti evidenziato fratture craniche fatali, del tutto incompatibili con un malore e riconducibili a una violenta caduta dall’alto.
A rendere il quadro ancora più inquietante è il dettaglio del casco protettivo: gli investigatori hanno accertato che sulla testa di Zinilli, dopo la morte, sarebbe stato posizionato un casco non suo e completamente integro. Una circostanza ritenuta impossibile dagli inquirenti, data l’entità delle ferite riportate, e che suggerirebbe un maldestro tentativo di inquinamento della scena per simulare il rispetto delle norme di sicurezza. Le indagini proseguono per chiarire se e chi abbia manipolato lo stato dei luoghi nel cantiere (posto sotto sequestro all’indomani del fatto). La salma dell’uomo dopo il funerale sarà trasferita nel cimitero di Nerito di Crognaleto, paese d’origine, dove sarà tumulata.
