Il presidente D’Angelo ribadisce la disponibilità della Provincia a trovare una sistemazione alle associazioni. Il presidente Chiarini chiede spazi adeguati e il rispetto della funzione sociale e culturale
TERAMO – Si è tenuto nella sala consiliare della Provincia di Teramo un incontro pubblico tra l’amministrazione provinciale e i rappresentanti dell’associazione Teramo Nostra, insieme ad altre realtà associative del territorio, per fare il punto sulla situazione dei locali posti al piano seminterrato del Liceo ‘Milli’. L’edificio è infatti destinato a essere interessato da importanti interventi di miglioramento sismico finanziati nell’ambito della ricostruzione post-sisma, per cui è necessario trovare un’altra sistemazione alòle associazioni.
Al centro del confronto vi è la necessità di sgomberare temporaneamente gli spazi occupati finora dalle associazioni culturali per permettere l’apertura dei cantieri, previsti dalla struttura commissariale di governo tramite l’ordinanza 31/2021 per lo storico palazzo dell’ex Istituto Magistrale. Il presidente della Provincia, Camillo D’Angelo, ha confermato la massima apertura nel supportare i sodalizi nell’individuazione di una sede alternativa durante il periodo dell’intervento: “Abbiamo offerto più volte il nostro aiuto per dare una sistemazione provvisoria alle associazioni finora ospitate nel seminterrato del Milli, ora però dobbiamo procedere con urgenza all’avvio dei lavori di miglioramento sismico – ha dichiarato -. Da parte dell’Ente c’è la piena disponibilità: attendiamo un riscontro in merito alle esigenze che le associazioni hanno in termini di metratura dei locali o altro, ma è necessario procedere in tempi brevi per consentire il rispetto del cronoprogramma dei lavori“.
Da parte sua, il presidente di Teramo Nostra, Piero Chiarini, pur accogliendo con cauto ottimismo gli impegni presi pubblicamente dall’amministrazione, ha ribadito la necessità di risposte concrete e spazi idonei, quantificati in una sede di circa cento metri quadrati in grado di ospitare le diverse realtà della rete culturale. “Speriamo che siano rose senza spine – ha commentato Chiarini -. Si parla sempre di cultura e si cita l’articolo 9 della Costituzione, ma poi la coltivazione della cultura è un lavoro faticosissimo e spesso dimenticato. Le associazioni non possono essere semplicemente messe in mezzo alla strada senza una vera alternativa. Come Teramo Nostra promuoviamo oltre cento eventi l’anno e abbiamo sempre aperto le nostre porte a chiunque volesse fare arte, letteratura o cinema: chiediamo solo di essere messi in condizione di continuare a farlo per la nostra comunità”.
