L’ex Braga prende forma, D’Alberto: “Dialogherà con la cittadella della cultura”

FOTO VIDEO / Sopralluogo al Monastero di San Giovanni in piazza Verdi dove procedono i lavori di adeguamento sismico ed energetico da quasi 5 milioni di euro. Scoperta una preziosa copertura a pianelle. Il sindaco conferma il ritorno del Conservatorio in un polo culturale da 40 milioni. L’assessore Di Marcantonio: “Restituiamo un gioiello alla città”

TERAMO – Procedono nel pieno rispetto del cronoprogramma i lavori di consolidamento strutturale del Monastero di San Giovanni, in piazza Verdi, storica sede del Conservatorio Braga. Nel corso di un sopralluogo aperto alla stampa, il direttore tecnico Dario Subrizi, il sindaco Gianguido D’Alberto e l’assessore ai Lavori pubblici Marco Di Marcantonio hanno fatto il punto su un cantiere cruciale per la rigenerazione urbana del capoluogo. Attualmente le maestranze dell’impresa Circi stanno ultimando le lavorazioni principali di svuotamento delle volte, la rimozione degli intonaci e la ‘cucitura’ delle murature lesionate. A queste operazioni, che hanno richiesto l’installazione di imponenti opere provvisionali per garantire la sicurezza dell’edificio vincolato, seguiranno le iniezioni sulle mura portanti e un profondo intervento di rifacimento della copertura con la sostituzione delle parti lignee.

Durante le delicate fasi di demolizione è inoltre emersa una scoperta inaspettata: un antico tetto a pianelle al primo piano. In totale accordo con la Sovrintendenza, il reperto sarà salvaguardato e reso visibile ai futuri fruitori della struttura, verosimilmente attraverso l’uso di controsoffittature. Una scoperta che, secondo il sindaco Gianguido D’Alberto, incrementa ulteriormente il pregio architettonico del bene. Il primo cittadino ha inquadrato l’intervento in una visione strategica molto più ampia che cambierà il volto del centro storico: “Abbiamo un’area su cui stiamo investendo 40 milioni di euro tra il Teatro romano, il Mercato coperto e il Braga. È il fulcro di una riqualificazione complessiva che mette al centro la cultura“. L’obiettivo cardine, ribadito dal sindaco, resta quello di riportare l’Istituto musicale nella sua casa originaria, ma inserito in un contesto urbano profondamente trasformato, in costante dialogo con la vicina “cittadella della cultura” tra via Sant’Antonio e Largo dei Melatini. I lavori, supportati da un finanziamento di oltre 9,5 milioni di euro (con un importo per i lavori di circa 4,7 milioni), viaggiano in perfetta linea con i tempi previsti: a un anno esatto dalla consegna, resta confermato il cronoprogramma di 900 giorni (da settembre 2025) per la conclusione dell’opera.

Un risultato reso possibile anche dal grande sforzo tecnico messo in campo per fronteggiare le incognite tipiche degli edifici storici. A rimarcare l’ambizione del progetto è stato l’assessore Marco Di Marcantonio, il quale ha evidenziato come l’intervento non si limiti all’estetica, ma comprenda un adeguamento sismico, impiantistico, energetico e il superamento delle barriere architettoniche. “La nostra è una città che si evolve, non si modifica, ma partendo dall’esistente migliora la propria vivibilità culturale e artistica“, ha commentato l’assessore. Pur tra le mille complessità di un cantiere simile, l’amministrazione tira dritto con tenacia: l’impegno finale è quello di “ridare in quest’area un gioiello rimesso a nuovo“, restituendo a Teramo nuovo lustro e splendore in tempi brevi.

Il tour nel cantiere

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