La politica teramana dopo la pausa estiva

Non appena terminata la celebrazione di Gennaro Valeri, il 19 Settembre in Municipio, il Sindaco Chiodi ha riunito nel suo ufficio i maggiorenti dell'UDC. E' il segnale emblematico della politica teramana dell'oggi. Concluse le cerimonie pubbliche a ricordo di una delle figure più limpide ed apprezzate della storia politica degli ultimi trent'anni, si è reso necessario chiudersi in camera caritatis e lavare i panni sporchi in famiglia. Diciamocela tutta: niente di nuovo sotto il sole (anzi niente di nuovo in Piazza Orsini). E' sempre stato cos_: quando c'erano Valeri e le mille anime della Dc, quando ha governato il centrosinistra di Sperandio ed ora, col centrodestra che miete risultati (e forse consensi). Ma è da qui che bisogna partire per provare a capire la situazione politica del terzo anno di governo Chiodi, soprattutto dopo il rimpasto ferragostano e alla vigilia della lunga campagna elettorale per le amministrative del 2009 (alle quali già pensano in tanti). La ricomposizione della giunta ha spostato l'asse politico dell'amministrazione comunale a destra. Ad un assessore di Forza Italia è succeduto un assessore dello stesso partito. E poi sono state aggiunte due nuove poltrone: una per la Lista Civica che fa capo a Di Dalmazio e l'altra per AN. Se si considera anche l'assegnazione delle deleghe, la prospettiva politica della compagine di governo cittadino perde posizioni nel centro. Staremo a vedere, ora, cosa significa questo, in termini di gestione amministrativa. D'altronde da qui alla fine del suo attuale mandato, Gianni Chiodi deve necessariamente dare risposte ad una serie di questioni da lui stesso aperte o recuperate: il Piano Regolatore, il Centro Multimediale, la Turbogas, la Società di Trasformazione Urbana, il Piano Strategico, la ricollocazione autorevole e forte di Teramo nel suo ruolo di capoluogo (anche in ragione dell'apertura entro il 2007 della TeramoMare), il Lotto Zero, la esternalizzazione di alcuni importanti servizi comunali, il campus universitario, la discarica, il Piano Urbano del Traffico, i project financing in cantiere. L'opposizione brancola nel buio (come direbbe un cronista di nera); ancora stordita dalla batosta elettorale e molto probabilmente incapace di sostenere il proprio coordinatore, sta l_ a lucrare sui passi falsi del centrodestra e sulle difficoltà di una coalizione avversaria che comunque è numericamente blindata, ma sembra del tutto immobile e incapace di proporre un reale progetto politico alternativo a quello di governo. E' evidente, in tutto questo, la crisi delle due formazioni di centro di entrambi gli schieramenti; Margherita da un lato e UDC dall'altro sono lacerati da lotte intestine di sconcertante virulenza; fatto è che troppe vicende personali, una esasperata conflittualità del confronto e forse la mancanza vera di una capacità di analisi e di valutazione politica delle vicende e dei ruoli, minano alla base l'azione e la strategia e cos_, di essi (dei partiti) non restano che urla. I due partiti ideologici (AN e DS) campano di rendita; il primo ormai affrancato grazie allo sdoganamento Berlusconiano che si riflette qui da noi con una acquietata, leale ed operativa collaborazione col Sindaco (nonostante le correnti interne); il secondo forte di una classe dirigente squadrata, preparata, solida  (nonostante le correnti interne) che qui da noi tiene in piedi il centrosinistra consapevole della necessità aritmetica degli alleati. E c'è un fatto in più. Da qui alla fine dell'attuale consigliatura assisteremo, probabilmente, ad una progressiva e invadente campagna di comunicazione e di informazione. La partita la si giocherà anche _ e forse soprattutto _sui giornali, nelle tv, con i comunicati e le conferenze stampa, con l'uso dei mass media. Spiace dover constatare che in questo momento la stampa sembra troppo prona e pronta a far da grancassa; il ruolo di contropotere che invece in altre epoche della nostra storia politica (anche recenti) gli abbiamo visto svolgere, sembra appannato. Chissà, la svolta della politica teramana potrebbe muovere proprio da qui, invece: dai giornali, dagli operatori dell'informazione. Sarebbe la prima significativa novità della nuova stagione politica.

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