Centro Oli, boomerang da falsa promessa

TERAMO – Ma è proprio vero che la politica è fatta di opportunismo, che a seconda di quello che si vuole (il voto) e quando lo si vuole (prima delle elezioni) si riesce a promettere di tutto? Sembrerebbe di sì a giudicare dalla questione Centro Oli, una realtà ai più sconosciuta, diventata atttuale e nota al grande pubblico per la campagna elettorale e gli allarmi sul proliferare delle piattaforme estrattive lungo il mare teramano e abruzzese in generale. La Regione con una legge aveva vietato qualsiasi insediamento a rischio per l’ambiente, comprese le piattaforme, Berlusconi in campagna elettorale aveva promesso che non si sarebbe fatto nulla di tutto ciò e vicino a fargli da eco c’era il neo Governatore d’Abruzzo, Chiodi. Ieri il colpo di scena: il Governo ha impugnato la legge regionale e dunque si appresta ad affrontare il tema al contrario di quanto promesso, anche se Chiodi continua a dire no al Centro Oli. Il sindaco di Pineto, Luciano Monticelli, gli ha scritto una lettera in cui esprime la propria preoccupazione dopo il provvedimento del Consiglio dei ministri. “La mia preoccupazione, già manifestata più volte nelle ultime settimane – sostiene il sindaco – è maggiore per aver ricevuto recentemente un documento del Ministero Sviluppo Economico, struttura Energia e Risorse Minerarie, attraverso la quale ci viene comunicato che l’Eni spa ha chiesto la concessione di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi su una zona a confine tra il comune di Atri e la frazione di Mutignano di Pineto. La cosa che mi rammarica è che noi in qualità comunque di ente interessato, non siamo stati mai interpellati”. Dai documenti visionati, il Cirm, la Commissione per gli Idrocarburi e le Risorse Minerarie del Ministero, ha espresso il parere favorevole dando il via libera all’istruttoria per l’assegnazione della concessione.
“Al Presidente Chiodi – conclude il sindaco – chiedo un impegno forte, un atto di coraggio nel rispetto di quanto sostenuto in campagna elettorale. Deve impedire che tutto ciò accada. No al “Centro Olii” di Ortona e soprattutto bisogna fare in modo che non proliferino come funghi le piattaforme al largo del nostro mare Adriatico». E ricorda che il decreto istitutivo dell’Area protetta del Cerrano tarda ad arrivare: forse, sostiene il sindaco di Pineto, per non creare problemi alla PetrolCeltic, il colosso irlandese pronto a realizzare ben 9 strutture di estrazione di idrocarburi, interessando anche il tratto  di mare che va da Pineto a Termoli”. Un problema dunque, molto sentito, sul quale le voci contrarie o, per lo meno, di richiesta di attenzione particolare da parte degli enti preposti al controllo del territorio, sono tante. Un problema sul quale tra i primi a "sollevarsi" è stata l’Associazione Impronte di Giulianova, che ieri è tornata a chiedere un impegno forte e coraggioso di Chiodi: "Non solo di intervenire con ogni mezzo a difesa della Legge Regionale n.14/2008 ma anche di inserire tra i primissimi punti della sua agenda di lavoro l’approvazione, in consiglio Regionale, di una legge che riprenda i contenuti della proposta già avanzata dalla Prof.ssa Maria Rita D’Orsogna e dal movimento Nuovo Senso Civico, e condivisa anche da Impronte. Essa – spiega Impronte – prevede nuove norme sulle concessioni riguardanti le attività di ricerca, di estrazione e lavorazione di gas e petrolio in Abruzzo; in particolare, una moratoria di almeno 30 anni per le attività sulla terraferma e, per le attività in mare, il divieto di lavorazione del petrolio sulle piattaforme. La distanza minima di queste dalla costa deve essere di almeno 20 chilometri".