PD: "I ritardi della Regione sui Fas compromettono l’economia teramana"

TERAMO – I fondi per le areee sottoutilizzate (Fas) servono per definizione alla programmazione strategica di un territorio e a finanziare investimenti, invece la Regione Abruzzo pensa di utilizzarli per le spese correnti. E’ un segno evidente del fallimento della politica regionale". E’ quanto dichiarato dai consiglieri regionali del Pd, Claudio Ruffini e Peppino Di Luca, nel corso di una conferenza stampa convocata per denunciare i ritardi della Giunta regionale nella presentazione del documento relativo i Fas, un documento che per i consiglieri dell’opposizione manca di visione organica e sarebbe privo di scelte coraggiose sui grandi temi come la reindustrializzazione della Vibrata e della vallata del Tronto. Ma la proccupazione di Ruffini e De Luca riguarda in particolare il fattore tempo, dal momento che i Fas richiedono tempi di attuazione lunghi (nelle altre regioni sarebbero stati già approvati, mentre l’Abruzzo è in fase di rimodulazione) che richiedono l’ok da parte del governo e poi la preparazione dei bandi, per una stima temporale di una decina di mesi d’attesa per l’attivazione dei fondi. "Le aziende non possono più aspettare – ha dichiarato  Ruffini in conferenza stampa – serve ossigeno subito, altrimenti i soldi arriverrano quando i morti sino già al cimitero". L’allarme dei consiglieri dell’opposizione riguarda inoltre la ripartizione dei fondi Fas tra le 4 province, un allarme condivise anche dal coordinatore dell’opposizione in Consiglio provinciale, Ernino D’agostino,che ha sottolineato come per la Valle Peligna i Fas attribuiscono 20 milioni di euro mentre non sono previste misure ad hoc per il tessuto industriale della Val Vibrata. Per D’Agostino, la provincia di Teramo, dopo la rimodulazione operata sui Fas, si è vista decurtare la metà dei fondi che le erano destinati, passando da 113 milioni di euro a 53 milioni di euro dai quali sarebbeo sati esclusi numerosi preogetti strategici come il prolungamento e l’interramento della linea ferroviaria di Teramo, il Distretto agroalimentare o il collegamento tra le aree produttive del medio Vomano. Una rimodulazione che per D’agostino grida vendetta e sulla quale, come dichiarato, si " sarebbe aspettato una presa di posizione da parte di Catarra". "I Fas sono l’ultimo treno sui quale può salire la nostra provincia per risollevarsi – hanno dichiarato Ruffini e Di Luca – dalla Regione ci saremmo aspettati maggiore coraggio".

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