Odissea per 5 lavoratori precari del Comune di Mosciano

TERAMO – Cinque precari del Comune di Mosciano prendono posizione contro quella che ormai ritengono “un’odissea” dopo 12 anni al servizio dell’ente dovuta all’annullamento della loro stabilizzazione. Si tratta di cinque lavoratori, trai quali alcuni padri di famiglia, provenienti dal bacino della mobilità e dei lavori socialmente utili che dal 2001 lavorano con contratti di collaborazione per il Comune di Mosciano. Questi ultimi, informa una nota, già dal 2006 avrebbero maturato i requisiti per la stabilizzazione, in base alla legge 296/2006 che richiede tre anni di servizio nelle pubbliche amministrazione per avviare il percorso. Nel 2008 la precedente amministrazione comunale decise però di unire al loro legittimo percorso di stabilizzazione altri 16 lavoratori, non tutti in possesso dei requisiti richiesti dalla legge. Una scelta che ha provocato la reazione dell’opposizione in consiglio comunale e la presentazione di un esposto. La giunta attuale, guidata dal sindaco Orazio Di Marcello, ha così fatto marcia indietro e con una delibera del 16 marzo ha annullato il risultato delle procedure concorsuali avviate nel 2008 e quindi l’intero iter di stabilizzazione. “La precedente amministrazione voleva stabilizzare tutti sfruttando il nostro percorso – spiegano i precari – adesso con l’annullamento siamo noi quelli che rischiano di andare a casa”.
Ora i lavoratori pretendono risposte alla giunta e al sindaco Orazio Di Marcello. “Lavoriamo come co.co.co da più di dieci anni timbrando il cartellino, come gli impiegati comunali e senza alcuna tutela – si legge nella nota dei precari – la nostra situazione deve essere risolta oppure procederemo con un’azione legale, per rivendicare il diritto al posto di lavoro che ci viene negato”.

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