Walter Cori lascia Teleponte. Il direttore storico della tv teramana esce di scena

TERAMO – Teleponte cambia direttore dopo 13 anni. Walter Cori, infatti abbandona. Lo ha comunicato ad alcuni giornalisti nel corso di un incontro “per evitare che si distorca la verità dei fatti” ha detto. Nessuna lite, niente inimicizie interne, ottimi rapporti con la proprietà, nessuna difficoltà per la televisione in cui Cori ha lavorato dal 1986. “Solo – ha detto il direttore della televisione provinciale teramana, seconda in Abruzzo solo a Rete8 – una nuova iniziativa professionale”. Sarà direttore di un periodico anche questo tutto teramano edito dalla “Petrut” (al 50% dell’imprenditore Falone). Il quindicinale non ha ancora un nome (“Lo sceglierò io”) e non sono ancora noti i dettagli dell’iniziativa editoriale. Per ora è certo il direttore, Walter Cori, appunto, che chiude così l’avventura televisiva (tra le più antiche in Abruzzo). Walter Cori è anche presidente e amministratore del consiglio di amministrazione di Fintelevision (titolare della concessione di Teleponte). Si dimetterà anche da questi incarichi dopo l’approvazione del bilancio (“sarà il 30 aprile e come sempre non avremo problemi perché la tv è in ottime condizioni economiche, senza un solo debito”). L’uscita definitiva da Teleponte sarà probabilmente a giugno. A quel punto l’editore (la Ladis che fa capo ad Aldo Di Francesco) sceglierà un nuovo direttore. Secondo alcune indiscrezioni la carica toccherebbe ad Alfredo Giovannozzi, mentre il ruolo di caporedattore sarebbe di Dorotea Mazzetta. Ma Walter Cori di questo non ha parlato. Si è limitato ad anticipare che consiglierà e raccomanderà all’editore di “far emergere il nuovo direttore dall’interno di Teleponte”. Dolore, e nostalgia già tangibile nel chiudere con la sua televisione, per Walter Cori (“ho 52 anni, 24 anni della mia vita li ho trascorsi qui dentro. Non so nemmeno come si regola una giornata senza l’impegno televisivo. E’ stata una scelta dolorosissima ma, lo ripeto, libera") che ha ricordato anche alcune cifre. “Nel luglio del 1997 avevamo un fatturato di 170mila euro e tre dipendenti part time. Oggi il fatturato è di 500mila euro, 9 dipendenti a tempo pieno e  14 collaboratori”. Per il futuro, nessun timore: “Mi circonderò di collaboratori tutti più capaci di me. I miei nuovi editori mi lasciano completamente libero nelle scelte, come è stato in televisione con Malavolta prima e Di Francesco poi”. E a chi gli domandava se è vero che l’ispiratore della nuova iniziativa editoriale sia in realtà l’assessore regionale Paolo Gatti, il direttore di Teleponte ha risposto:”Ho domandato. Mi hanno detto di no. Per il resto, di quello che si dice non mi importa nulla. Si diceva anche che il vero proprietario di Teleponte fosse Tancredi….”.

 

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