Orti urbani anche a Teramo. "Perchè no"?

TERAMO – Piantine di pomodoro e basilico, coltivate in un orto messo a disposizione dal Comune e ricavato da aree dimesse della città. E’ un’idea, quella degli orti urbani, largamente diffusa in altre città italiane e che il consigliere del Pdl, Claudio Di Bartolomeo, suggerisce di portare a Teramo. “Sono molti i cittadini che si dedicano all’orto e che a Teramo avrebbero piacere di concedersi qualche ora di svago nella cura di un pezzetto di terreno pur non abitando in zone rurali – spiega Di Bartolomeo – l’idea è quella di attivare questa esperienza anche a Teramo mettendo a disposizione aree dimesse del Comune a favore di chi si farebbe volentieri carico di occuparsene”. La proposta, che approderà all’attenzione del prossimo Consiglio comunale, risponde dunque sia all’esigenza di sottrarre all’abbandono aree divenute ricettacolo di sporcizia e incuria ma intende dare anche un’opportunità di aggregazione e di attività a quanti decidono di prendere in carico il terreno per coltivarlo. “L’idea dell’agricoltura urbana, già da tempo regolamentata in altri contesti urbani, tende a impegnare l’amministrazione a fare una ricognizione sullo stato patrimoniale dell’ente – spiega Di Bartolomeo – per poi assegnare alle famiglie numerose o con un reddito basso il terreno per coltivare l’orticello. E’ un’iniziativa senz’altro salutare che potrebbe essere anche ripensata in termini di aggregazione per gli anziani. Perché non provarci?".

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