Approvato il nuovo regolamento Imu

TERAMO – Il Regolamento sull’Imu approda in Consiglio comunale ed è subito scontro. Tanti e corposi gli emendamenti presentati dalla minoranza, «per riequilibrare l’impatto sociale della nuova imposta, che di fatto è una patrimoniale mascherata», è stata la sottolineatura del capogruppo del Pd Giovanni Cavallari. Emendamenti che sono stati bocciati dalla maggioranza, ma che, è stata la promessa del sindaco Maurizio Brucchi e dell’assessore al Bilancio Alfonso Di Sabatino Martina, verranno comunque valutati in seguito, dato che c’è tempo fino al 30 settembre per presentare le modifiche al Regolamento approvato oggi in Consiglio. La ratio delle modifiche proposte è quella di aumentare le agevolazioni già previste per alcune categorie sociali. In particolare è stato chiesto di applicare l’aliquota minima, il 4 per mille, anziché il 4,6, indistintamente, sulla prima casa e di introdurre il principio di progressività, in base al valore catastale degli immobili, e una riduzione al 3,6 per mille per le famiglie che hanno un disabile a carico ed un reddito inferiore a 30 mila euro. Sulle seconde abitazioni, Pd e Rifondazione hanno inoltre chiesto una riduzione al 7,6 per mille per gli immobili concessi in comodato d’uso gratuito ai figli o quelli che ospitano attività artigianali e piccole imprese fino a100 metriquadri, e per i terreni edificabili. A questi si sono aggiunti anche gli emendamenti presentati da Paolo Albi (Fli) che ha anche chiesto di eliminare i limiti di età e di reddito per le coppie che contraggono un mutuo e che hanno diritto agli sgravi sull’Imu. Il centrosinistra ha anche proposto di rimandare l’approvazione del Regolamento, per riflettere più a fondo sugli emendamenti proposti. Invito, che, come detto, non è stato raccolto dalla maggioranza, che però ha precisato di voler valutare l’impatto economico delle richieste. Le agevolazioni attuali riguardano gli over 65 con meno di 15 mila euro, le giovani coppie con meno di 30 anni e un mutuo, chi concede gli immobili in comodato d’uso ai parenti di primo grado, le attività produttive e i fabbricati rurali, che sono del tutto esentati.  «Abbiamo di fatto rinunciato ad entrate per circa 1,2 milioni di euro – afferma l’assessore al Bilancio Alfonso Di Sabatino Martina- finora il gettito dell’Imu, per la prima rata, è stato pari a 4 milioni e 672 mila euro, circa 1 milione e 100 mila euro in meno di quanto ci saremmo aspettati». 

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