Crisi, in Abruzzo un'ulteriore recessione

TERAMO – Risultati negativi, in Abruzzo, nel corso del 2012, per i settori manifatturiero, edile e commerciale. E’ quanto emerge dalle indagini congiunturali del Centro regionale di studi e ricerche economico-sociali (Cresa), secondo cui, durante lo scorso anno, l’economia regionale ha subito un’ulteriore recessione. In particolare, il settore manifatturiero, nel 2012, rispetto all’anno precedente, fa registrare una variazione del -5,6% della produzione, del -4,4% del fatturato, del -2% (+1% nel quarto trimestre) del fatturato estero e del -2,8% (-3,4%) dell’occupazione. Per quanto riguarda l’edilizia, la produzione é al -1,3% (-0,5% nel secondo semestre), il fatturato al +3,2% (+2,9%), le commesse al +2,4% (+0,3%) e l’occupazione al -7% (-11,2%). Il commercio, invece, fa registrare una variazione del -9,2% (-8,2% nel secondo semestre) sulle vendite, il +0,6% sui prezzi di vendita, il +5% sui costi totali e il -3,4% (-2,6%) sull’occupazione. "Tra i maggiori fattori di criticità – commenta il direttore del Cresa, Francesco Prosperococco – si contano la difficoltà ed onerositaà dell’accesso al credito, i ritardi nei tempi di pagamento della Pubblica amministrazione, mediamente 180 giorni contro i 30 stabiliti per legge che ha portato ad un credito da parte del sistema delle imprese di circa 70 miliardi di euro a livello nazionale con conseguente fallimento di molte di esse, e il livello della pressione fiscale che supera il 60%". "L’aggravarsi della situazione finanziaria delle imprese, il crescente aumento delle spese per gli adempimenti amministrativi, la contrazione dei consumi, della produzione e dei livelli occupazionali – sottolinea il presidente del Centro, Lorenzo Santilli – hanno portato l’Abruzzo ad accumulare un tale ritardo da non essere più prorogabile l’adozione di misure pubbliche che, sostenendo investimenti e consumi, interrompano una fase particolarmente negativa".

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