Esplosione Piano d'Accio: ecco la valvola di riduzione sotto accusa

TERAMO – C’è una valvola di riduzione della portata del gas sotto la lente d’ingrandimento di chi indaga sul disastro della suola dell’infanzia di Piano d’Accio dello scorso 2 ottobre. Il super perito nominato dalla Procura, Francesco Milia, ha ricevuto precise indicazioni dal pm Stefano Giovagnoni e da subito, dopo aver esaminato i luoghi e gli elementi ‘sopravvissuti’ all’esplosione, ha indirizzato il suo lavoro sul gas. In particolare, su quella valvola di riduzione che si trovava nel vano contatori e che www.emmelle.it aveva da subito indicato come probabile origine della fuga di gas. Il sospetto è stato confermato dall’acquisizione, da parte della squadra mobile di Teramo, della fotografia che abbiamo pubblicato e che è stata messa in onda nel corso della trasmissione "Fino a prova contraria", andata in onda su Tv6 mercoledì 9 ottobre e dedicata al caso di Piano d’Accio. L’immagine, che pubblichiamo di nuovo in questo articolo, è relativa al vano contatore prima dell’esplosione: si possono notare due contatori e, al di sopra di uno di essi, anche il riduttore di pressione. Questo meccanismo permette di introdurre, all’interno della rete distributiva dell’edificio, una quantità di gas necessaria all’uso ma, soprattutto, compatibile con la struttura e con i sistemi di sicurezza. L’ipotesi è che questa valvola possa essersi rotta o che all’improvviso possa aver smesso di esercitare la sua funzione e che all’interno della rete di sia propagata una grande quantità di gas, al punto tale da saturare l’ambiente il giusto necessario perchè poi, con l’innesco della fiammella del "boiler", la centrale termica esplodesse. Qualcosa di più di saprà con la prima relazione tecnica che il consulente della procura rimetterà appena valutato gli elementi in suo possesso.   

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