Ruzzo, Minosse: «I privati non sono la soluzione al fallimento del Pdl»

TERAMO – «Se il centrodestra in due anni ha dimostrato la sua incapacità nella gestione del Ruzzo, la soluzione non passa per la cessione dei servizi al privato. Il Partito democratico si ribellerà a questo e si farà garante di quel 98% di cittadini abruzzesi che nel referendum si è espresso contro la privatizzazione dell’acqua». Così Gabriele Minosse, segretario provinciale del Partito democratico, sbotta contro i provvedimenti adottati sabato nel corso dell’assemblea dei sindaci al Ruzzo. Nel mirino del segretario la volontà di esternalizzare il servizio di riscossione dei crediti a un privato nell’ambito dell’approvazione sui requisiti per il mantenimento della società in house. «Due sono le cose: o al Ruzzo non ci sono dipendenti, oppure se è vero che sono in esubero si può creare uno staff dedicato a questo servizio«. Minosse punta infine il dito anche contro l’esternalizzazione ai privati della gestione dei depuratori e lo sfruttamento economico, oltre che energetico, dei cosiddetti "salti", ovvero le minicentrali idroelettriche. «Si tratta di un servizio che procurerebbe al Ruzzo un introito che supera il milione di euro – ha dichiarato – perchè affidarlo ai privati?». «Nel giro di 2 anni, da quando il Pdl ha assunto la gestione del Ruzzo, estromettendo in modo antidemocratico il centrosinistra, i debiti sono passati da 65 milioni a 95. Di fronte all’incapacità dimostrata, il centrodestra sta tentando di uscire dall’empasse affidando ai privati l’intero ciclo idrico integrato. Noi – conclude Minosse –  ci opporemo con ogni mezzo».

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