Se n'è andato Piero Cordone, passato da bomber e tifoso biancorosso

TERAMO – I medici del Mazzini hanno fatto di tutto per strapparlo alla morte ma non ci sono riusciti perchè l’emorragia cerebrale che lo aveva colpito mentre era alla guida era stata devastante. Piero Cordone, "il ternano" di origini ma un cuore biancorosso così, è morto oggi all’ospedale di Teramo dove era ricoverato da lunedì, in rianimazione. Il noto tifoso del Teramo calcio, un passato di discreto giocatore nei club dilettantistici, non ha superato la crisi che lo aveva colto mentre rientrava a Teramo da Pescara, dove si era recato per le consegne del pescato, nel lavoretto che lo impegnava da un pò di tempo dopo un lungo periodo di disoccupazione. Cordone ha accusato il malore e ha fermato il mezzo sul ciglio della strada, manca a farlo apposta nei pressi di un altro simulacro del tifo teramano, il ristorante "I Tre Galli" a Piano d’Accio. Si sono accorti di lui in difficoltà dentro l’abitacolo e sono scattati i soccorsi, con ambulanza del 118 e polizia intervenuti prontamente. La corsa verso il Mazzini ma anche la cruda constatazione dell’impossibilità di intervenire anche chirurgicamente: il suo destino era segnato. Cordone lascia una figlia Alessandra e tre nipotini, che di recente da Terni si erano trasferiti a vivere con lui nell’appartamento popolare di Colleatterrato. Una famiglia che si reggeva sui lavori saltuari del capofamiglia e di ‘nonno’ Piero, diviso tra loro e la passione per il calcio, che di recente, dopo i tristi fatti legati alla promozione revocata al Teramo, lo avevano visto deluso, amareggiato e in posizione fortemente critica. Mai in questi anni, si era separato dal ‘suo’ Teramo, di cui seguiva da vicino la vicende e ne discuteva animatamente assieme ai tanti amici negli angoli più disparati della città. Quegli stessi amici e tifosi, riuniti dall’avvocato Anio Di Sabatino, che adesso si stanno adoperando per una colletta che metta insieme il denaro occorrente per il funerale, stante l’indigenza della famiglia di Piero.   

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