Verna (Pd): «Io non aderisco ad inviti, come mandare a casa Brucchi lo decidiamo insieme»

TERAMO – Tutti, nell’opposizione comunale, si dicono d’accordo sullo sfiduciare il sindaco Brucchi, ma i distinguo sulle modalità sono tanti. Uno di questi riguarda il Partito democratico, che dopo aver vissuto una diaspora in corso d’opera, che ha portato all’uscita di tre consiglieri tra cui il capogruppo Gianguido D’Alberto, sta cercando di rimettere insieme le maglie di una unità persa nella notte dei tempi. Maurizio Verna, ad esempio, legge in maniera critica il documento che in casa Dem è stato stilato ieri sera tardi per cambiare strategia e aderire all’iniziativa di Pomante, chiedendo uno slittamento dell’appuntamento con il notaio. Verna sostiene di non aver mai pensato di aderire all’invito di Pomante, il quale con «una fuga in avanti», ha fissato l’appuntamento per certificare le dimissioni "ultra dimidium": «Continuo a ripetere – dice Verna – che sono pronto a fare di tutto per mettere fine a questa consiliatura che ha prodotto soltanto danni, ma che non lo faccio su iniziativa di altri. In questa situazione e di fronte ad un’occasione utile per mandare a casa Brucchi – ha aggiunto – si decide insieme di scegliere quale forma da adottare, tutti insieme». Dalle eventuali dimissioni in Consiglio comunale, Verna sarebbe costretto a lasciare anche l’incarico in Provincia.

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