Cavallari scrive a D'Alberto: «Caro Gianguido, le tue proposte offendevano il mio vero progetto di cambiamento»

TERAMO – A pochi giorni dal balottaggio per l’elezione del nuovo sindaco della città di Teramo, non si pegne la eco della polemica a distanza tra Gianguido D’Alberto, competitor di Morra al secondo turno, e Giovanni Cavallari, leader di Bella Teramo e autore con i suoi candidati di una ottima prestazione elettorale. Due anime del centrosinistra che discutono a distanza di mancati ‘matrimoni’ e vecchie ruggini, maturate tutte all’interno del Partito Democratico, del quale entambi facevano parte ed erano capogruppo consiliare. Oggi CAvallari scrive a D’Alberto per replicare alle sue accuse di aver cercato un apparentamento tecnico finalizzato esclusivamente alla conquista di poltrone in amministrazione. Ecco il testo integrale della sua lettera.

«Caro Gianguido,
ritengo doverosa e necessaria  a questo punto una mia risposta,  data la tua non precisa e alquanto forviante ricostruzione dei fatti. Fermo restando il mio intento di lasciare liberi gli elettori  da ogni condizionamento di voto, devo a me stesso, alle amiche e amici di Bella Teramo e ai teramani tutti una  precisa spiegazione.
All’indomani del risultato elettorale che ti ha visto essere indicato come antagonista allo schieramento di Centro Destra, mi sarei aspettato di ricevere una tua chiamata che “realmente” mirasse  a trovare un’unione di intenti e una convergenza programmatica, lontana da qualsiasi interesse personale o partitico, pur rimanendo sempre nei limiti previsti dalla legge.
Come tu ben sicuramente sai (ma forse adesso fingi di non ricordare), “l’apparentamento tecnico” da te additato quale mezzo usato per il mero scambio di poltrone,  in realtà è l’unico strumento previsto dalla  legge che democraticamente permette di delineare in maniera precisa e nitida le reali linee programmatiche, le alleanze politiche ma soprattutto quei campi d’azione nei quali una coalizione innovativa può muoversi per superare il vecchio modus operandi che ha messo a dura prova la nostra Teramo.
Invece caro Gianguido da te direttamente, e tramite i contatti delle tue seconde linee che hanno provato ad avvicinare me o i miei candidati, sono arrivate esclusivamente proposte per accordi politici, quelli offensivi alla mia persona ma soprattutto verso tutti coloro che con il loro voto hanno deciso di appoggiare e sostenere un VERO progetto di cambiamento.
Rifiuto pertanto categoricamente anche le tue proposte, comprese quelle che mi vedevano futuro assessore al Comune di Teramo o membro di rilevo in Enti teramani.
Caro Gianguido, il percorso che ci ha visto crescere politicamente insieme nei lunghi anni d’opposizione dovrebbe averti insegnato che non sono il  tipo di persona disposta a vendersi, che non sono l’uomo che china la testa per assecondare i voleri di chi, da non molto lontano, decide ancora  le sorti della mia amata Città!  Ed è per questo che, con l’assoluta correttezza e moralità che mi hanno sempre contraddistinto,  rifiuto la tua proposta di compravendita e rivendico con convinzione l’intento di sedere tra i banchi dell’opposizione».

 

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