Cinquestelle non pervenuti alla riunione del cratere. All'Usr arrivano 5 addetti e 5 sindaci FOTO

TERAMO – Restano delusi i sindaci del cratere che aspettavano di incontrare i parlamentari abruzzesi per discutere di cosa voglia fare il Governo del futuro della ricostruzione. C’era soltanto la senatrice Stefania Pezzopane, perchè i deputati Cinquestelle disertano volutamente il Comitato istituzionale convocato in Provincia a Teramo e attraverso la penna del portavoce Antonio Zennaro, più tardi faranno sapere anche il perchè: «Riteniamo – scrive – che non ci sia una reale volontà di collaborazione istituzionale basata su un processo di reciproco ascolto e condivisione» e il riferimento è alle recenti dichiarazioni del Governatore vicario, Giovanni Lolli, contro l’atteggiamento politico del Movimento, «che hanno portato in più occasioni a una rottura dei toni istituzionali». Saltato il confronto, alla riunione con lo stesso Lolli e il sottosegretario alla Protezione civile, Mario Mazzocca, tornano in discussione i soliti argomenti: ricostruzione a passo di lumaca, difficoltà interpretative della norma, doppio canale col sisma del 2009, carenza cronica del personale dell’Usr, dubbi sulle pratiche dove insistono piccoli abusivi edilizi.
ARRIVANO 5 NUOVI ADDETTI. Almeno però una parziale buona notizia c’è. A due mesi dalla richiesta, arriva l’autorizzazione a contrattualizzare, per poco più di due mesi, 5 addetti tecnici all’Ufficio speciale di Teramo, attraverso la graduatoria del concorsone Ripam. La montagna partorì il topolino ma stante il diniego all’utilizzo dei dipendenti di Abruzzo Engineering, formati e preparati sull’esperienza del sisma aquilano, è grasso che cola. Dunque adesso i dipendenti passano da 29 a 34, dei 50 necessri.
D’ALBERTO ‘NO AI COMUNALI’. Ma il direttore Marcello D’Alberto ci riprova ugualmente a forzare la mano su un vecchio cavallo di battaglia, a proposito di personale. Utilizzare quale rinforzo i dipendenti a temine degli uffici sisma dei comuni. Ma gli arriva, secco e anche con tono contrariato, il ‘niet’ dell’altro D’Alberto, il sindaco di Teramo: «Non è proponibile – dice – tornare a chiedere che siano i comuni a colmare le lacune dell’Usr, non lo è mai stato da sempre e tantomeno adesso nel momento in cui stiamo conducendo una battaglia a livello parlamentare per prolungare i contratti. Io non ne parlerei più», ha chiosato il primo cittadino chiedendo a D’Alberto direttore di stare dalla parte dei sindaci, quasi a volergli offrire ‘protezione’ dalle polemiche e dagli attacchi quotidiani.
5 SINDACI ALL’USR. Intanto però se non arriveranno i dipendenti comunali a rafforzare l’Usr, in via Cerulli a Teramo arriveranno… 5 sindaci. E’ una sorta di piccolo comitato richiesto da Lolli, che quasi quotidianamente segua da vicino il lavoro dell’ufficio, «cinque persone che possono lavorare con noi tutti i giorni  – ha detto il Governatore vicario Lolli -, alcuni di loro sono tecnici bravissimi altri ne sanno quasi più dei tecnici, perché sono alle prese tutti i giorni con la materia: serviranno per vedere insieme il funzionamento della macchina e vedere quelle correzioni che si possono apportare.
LOLLI NON E’ CONTENTO. Ma il Governatore vicario non è soddisfatto. «Io non sono soddisfatto perché vedo i numeri – ha commentato Lolli -. Non è possibile che noi dopo due anni stiamo ancora a 26 pratiche ‘B’ approvate. Nel terremoto dell’Aquila dopo due anni le categorie B erano quasi tutte rientrate. Qualcosa evidentemente non funziona: non funzionano sicuramente le norme, che vanno cambiate e lo stiamo chiedendo da tempo, e poi qualcos’altro anche qua e allora ho detto ai sindaci, proprio perché io con Mazzocca a con D’Alberto ci sto mettendo l’anima, che devono essere loro i veri protagonisti».
INCONTRO AL COMMISSARIO. E’ stato Gianguido D’Alberto a buttarla in politica, quando ha chiesto agli altri sindaci «di alzare l’asticella della pressione e di pensare a un documento comune da inviare al commissario della ricostruzione, Piero Farabollini, invitandolo a partecipare a un prossimo Comitato istituzionale».
PEZZOPANE POLEMICA. A sottolineare l’assenza alla riunione dei parlamentari Cinquestelle i  particolare, prima di appurarne la motivazione ufficiale, è stata l’unica deputata presente, Stefania Pezzopane. «Grave  e sconcertante l’assenza, un brutto segnale – ha detto – . In campagna elettorale hanno promesso di tutto ed ora invece c’è una grave e totale rimozione del problema terremoto e della ricostruzione. Persino sulle norme per la semplificazione sono andati in tilt, per Genova il commissario presidente della Regione può procedere in deroga a tutte le norme, persino alle certificazioni antimafia, su CentroItalia hanno bocciato norme essenziali che avrebbero favorito la ricostruzione. Preferiscono condoni tombali ad Ischia, che aiutare la nostra terra. In queste ore sono in Commissione a battermi per l’Abruzzo. E continuerò in aula, ripresentando tutti gli emendamenti bocciati».
LA REPLICA DI ZENNARO. Il portavoce di Cinquestelle, Antonio Zennaro, ribadendo l’assenza per contestare le «strumentalizzazioni» di Lolli, prova ad aggirare il problema rivolgendosi direttamente ai sindaci: «Come parlamentari del territorio siamo sempre stati e saremo a disposizione ed a supporto di voi Sindaci, l’obiettivo rimane fare tutto il possibile per avviare finalmente una vera ricostruzione, dopo anni di ritardi che hanno responsabilità chiare e ben identificabili in chi fino ad oggi ha gestito il processo».

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