Aveva 42 anni lo speleo deceduto in grotta. Il drammatico soccorso FOTO VIDEO

E’ durato l’intera nottata il tentativo di trarlo in salvo: era incastrato tra alcune tubature

ROCCAMORICE – Aveva 42 anni ed era di Arielli (Chieti) lo sfortunato speleologo che ha trovato la morte in una grotta della Maiella pescarese, finendo in un sifone allagato per via di una frana causata dalle abbondanti piogge di ieri. I sue due compagni, due trentenni di Pianella e Ancona, sono stati tratti in salvo dagli uomini del Corpo nazionale di soccorso alpino e speleologico, con l’intervento degli speleosub del Corpo dei Vigili del fuoco.

Ed è proprio attraverso il racconto e le immagini di questi ultimi che si tocca con mano la drammaticità del soccorso nei cunicoli sotto alla montagna, complesso e lungo, durato l’intera nottata.

A Roccamorice è stata impegnata una squadra di sommozzatori dei vigili del fuoco del Nucleo di Roseto degli Abruzzi, oltre a quelle speleo del SASA (Soccorso Alpino Speleologico) e dei vigili del fuoco di Pescara, con il supporto di cinque speleosub provenienti dai Nuclei dei vigili del fuoco di Napoli e Roma. Già nella giornata di ieri erano state posizionate delle pompe per svuotare alcuni tratti di uno stretto cunicolo che si erano riempiti di acqua piovana, precipitata abbondante nella zona mentre i tre speleologi stavano esplorando la grotta.

Due dei tre speleologi, erano riusciti autonomamente ad attraversare uno stretto sifone, un passaggio allagato, a circa 70 metri dall’ingresso della grotta e, benché estremamente provati, sono apparsi in buone condizioni fisiche. L’altro speleologo, che sembrerebbe abbia tentato per primo ad attraversare il sifone, era rimasto bloccato al suo interno, annegando. Le operazioni di intervento sono proseguite durante tutta la notte e solo stamattina, intorno alle 6, il corpo del malcapitato è stato raggiunto.

Il corpo dell’uomo, un 42enne di Arielli (Chieti), è stato liberato da alcune tubazioni presenti nel cunicolo che ne impedivano il recupero ed è stato posizionato su una barella ‘sked-co‘ messa a disposizione dai sommozzatori dei vigili del fuoco di Roseto. Alla barella sono state assicurate alcune corde utilizzate per tirarla fuori dallo stretto cunicolo. Le operazioni di recupero, che sono risultate lunghe e complesse, al punto da rendere necessario anche la demolizione di alcune parti della roccia, si sono concluse solo intorno alle 9:30, quando i soccorritori con la barella hanno raggiunto l’uscita dalla grotta, dove un medico legale ha accettato il decesso dello speleologo.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche i Carabinieri della Compagnia di Popoli e il personale sanitario del 118.

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