FOTO / Il “Purgatorio perduto” di Manuel Ciardelli sbarca all’Artexpo di NY

Con le immagini dell’ex manicomio psichiatrico l’eclettico artista teramano inaugura nella Grande Mela un tour espositivo che lo porterà anche a Parigi e Tokyo

TERAMO – C’è un filo invisibile che unisce il silenzio polveroso dell’ex ospedale psichiatrico Sant’Antonio Abate di Teramo alle luci accecanti di Manhattan. A tendere questo filo è Manuel Ciardelli, artista poliedrico classe 1992, che vola oltreoceano per partecipare all’Artexpo di New York, una delle vetrine più prestigiose e influenti del panorama internazionale dell’arte contemporanea.

Al centro della partecipazione di Ciardelli c’è ‘Purgatorio perduto’, un progetto fotografico nato nel 2018 che scava tra le mura dei manicomi dismessi italiani. A New York saranno esposte sei opere selezionate, frammenti di un’indagine visiva che non si limita a documentare l’abbandono, ma cerca di restituire dignità a chi, in quei luoghi, è stato a lungo rimosso dalla coscienza collettiva.

“La fotografia è atto di memoria, testimonianza e responsabilità sociale – spiega l’artista -. È ricordare, riparare, dare dignità a quel confine tra normalità e diversità, tra cura e violenza, tra silenzio e voce”.

La presenza all’Artexpo, evento che ogni anno catalizza l’attenzione di migliaia di collezionisti e curatori globali, è solo il primo passo di un 2026 che vedrà Ciardelli protagonista di un vero e proprio tour intercontinentale. Grazie alla collaborazione con la Fondazione Artistica Effetto Arte, il progetto ‘Purgatorio perduto’ farà infatti tappa in altre due capitali mondiali della cultura, Parigi e Tokyo.

Nato a Teramo, Ciardelli ha costruito negli anni un percorso artistico trasversale. Sebbene la sua firma sia apparsa con successo in concorsi letterari (finalista al Premio Il Faro e all’Agenda dei Poeti), e la sua ricerca tocchi pittura e scultura, è nella fotografia che Manuel ha trovato il suo linguaggio più diretto. Il suo obiettivo non cerca l’estetica fine a se stessa, ma punta a cristallizzare tensioni sociali e interiori, trasformando l’archeologia industriale e psichiatrica in un dialogo vibrante con il presente.

Leave a Comment