Asp1: ancora una fumata nera per le strutture di Teramo, Nereto e Civitella del Tronto. Oltre 250 lavoratori attendono le mensilità di agosto, settembre e la quattordicesima, mentre salta l’ingresso di Kursana previsto per il 2 novembre. Fp Cgil, Fisascat Cisl e Uil Fp: “Servono fatti, la misura è colma”
TERAMO – Non c’è pace per le case di riposo della provincia di Teramo gestite dall’Asp1. La crisi che attanaglia le strutture di Teramo, Nereto e Civitella del Tronto si arricchisce di un nuovo, drammatico capitolo: per gli oltre 250 dipendenti occupati negli appalti non sono arrivati neppure gli stipendi di agosto, accumulando un arretrato di ben tre mensilità se si considerano anche la quattordicesima e il mese di settembre. E a rendere il quadro ancora più critico c’è la doccia fredda sul fronte della gestione. L’ingresso della cooperativa Kursana, aggiudicataria del nuovo appalto e il cui insediamento era stato annunciato per il prossimo 2 novembre, è stato rinviato a data da destinarsi a seguito di una comunicazione ufficiale che ha certificato l’impossibilità del subentro nei tempi previsti. Una situazione che ha scatenato la dura reazione delle organizzazioni sindacali Fp Cgil Teramo, Fisascat Cisl Abruzzo Molise e Uil Fp Teramo.
In una nota congiunta, i rappresentanti sindacali Mauro Pettinaro (Fp Cgil), Samuele Esposito (Fisascat Cisl) e Massimiliano Bravo (Uil Fp) usano parole durissime per definire la vertenza: “Se non si trattasse di stipendi, della dignità di lavoratrici e lavoratori e di un servizio fondamentale per la nostra comunità, potremmo parlare di teatro dell’assurdo. Ma qui siamo davanti a una realtà amara, segnata da ingiustizie che stanno colpendo duramente il personale”.
Il mancato pagamento delle retribuzioni sta mettendo in ginocchio decine di famiglie, incapaci di far fronte al carovita, al pagamento delle bollette e alle spese quotidiane. Un clima di profonda incertezza che rischia di ripercuotersi su un sistema assistenziale delicato, il quale garantisce la cura e la tutela di oltre 350 ospiti anziani solo grazie al senso di responsabilità e alla dedizione quotidiana degli operatori. I sindacati puntano il dito contro i continui annunci e le rassicurazioni giunte nei mesi scorsi dalle istituzioni, richiamando direttamente le dichiarazioni dell’assessore regionale Roberto Santangelo, che a luglio parlava di una vertenza “in via di risoluzione“. “I fatti dicono esattamente il contrario” incalzano i segretari di Fp Cgil, Fisascat Cisl e Uil Fp. “Gli articoli di giornale e le promesse non bastano più: servono stipendi pagati subito e garanzie serie sul futuro della gestione”.
Richiamando anche le estreme proteste dei lavoratori edili che hanno caratterizzato le ultime ore nel Teramano, le sigle sindacali lanciano un avviso chiaro alle istituzioni: “Ci chiediamo se anche il personale delle case di riposo debba essere costretto a gesti estremi per vedersi riconosciuto un diritto sacrosanto. Continueremo a denunciare ogni irregolarità e a mettere in campo ogni forma di mobilitazione: la dignità del lavoro non si rinvia”.
