A Teramo l’Ersi rischia la chiusura: l’allarme di Pepe sullo spopolamento dei servizi

L’imminente pensionamento dell’ultima funzionaria in servizio minaccia di cancellare il presidio dell’Ente idrico regionale nel capoluogo. Il consigliere regionale del PD denuncia uno “stillicidio di presìdi” tra sanità, riordino idrico e uffici pubblici

TERAMO – L’ufficio dell’Ersi (Ente Rgionale per il Servizio Idrico Integrato dell’Abruzzo) a Teramo rischia concretamente di chiudere i battenti. A lanciare l’allarme è il consigliere e vice capogruppo regionale del Pd, Dino Pepe, che denuncia l’imminente azzeramento della presenza dell’ente sul territorio a causa del pensionamento dell’ultima funzionaria rimasta in organico, in assenza di un piano di avvicendamento del personale.

Senza un intervento tempestivo, la provincia teramana verrà del tutto privata di un presidio fisico e di una rappresentanza diretta dell’ente di gestione del servizio idrico. Secondo Pepe, la paventata chiusura dell’Ersi si inserisce in una serie di decisioni centralizzatrici che stanno progressivamente impoverendo il territorio: dalle preoccupazioni per la riorganizzazione dei servizi Inps alle penalizzazioni del piano di riordino della rete ospedaliera, fino alla riforma idrica regionale che riduce gli ambiti da sei a due, rischiando di penalizzare l’autonomia della Ruzzo Reti. A contestare la politica degli accorpamenti è anche Mario Tulini, consigliere Ersi in rappresentanza dell’Assemblea provinciale dei Sindaci (Assi), sostenendo che la concentrazione dei servizi non produce efficienza ma un appiattimento che penalizza le realtà locali. Di fronte a questo scenario, Pepe sollecita la Regione ad approvare un piano straordinario di assunzioni e invita i sindaci e le istituzioni locali a una mobilitazione generale per tutelare l’autonomia gestionale e i presìdi essenziali della provincia.

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