INTERVISTA / La riapertura della storica chiesa. Il sacerdote racconta l’attesa dei fedeli e illustra il suo intervento diretto sull’altare: un sistema motorizzato artigianale per far riemergere l’antico reliquiario nascosto. Il 30 ottobre una veglia di preghiera per il ritrovato luogo di culto
TERAMO – La gioia per la riapertura della Chiesa dei Cappuccini passa per le mani laboriose del suo parroco. Mentre il vescovo di Teramo-Atri, Lorenzo Leuzzi, ha ufficialmente restituito al culto l’edificio dopo il restauro post-sisma, don Delfino Reggimenti si gode il risultato di un’attesa vissuta in prima linea. “Non ho mai lasciato la chiesa, ho seguito i lavori per quanto mi era possibile“, racconta il sacerdote, che proprio nel periodo di chiusura ha misurato il reale affetto dei teramani dalle continue richieste sulla data di riapertura.
L’attaccamento del parroco è andato ben oltre la semplice cura pastorale, trasformandolo per l’occasione in restauratore e vero e proprio ‘inventore’. Durante questi 41 mesi di chiusura della chiesa, don Delfino ha messo mano al fondale dell’altare maggiore, recuperando e ammodernando un ingegnoso sistema a scomparsa. “Fino a qualche tempo fa i due dipinti e le basi delle colonne principali si aprivano manualmente con una manovella, e bisognava alzare pesi da 80 chili“, spiega. Dopo aver restaurato il movimento meccanico originario, rovinato dall’usura delle corde, il parroco vi ha applicato un motorino elettrico. Il risultato di questo lavoro artigianale è stato svelato a sorpresa proprio durante la Messa di riapertura: azionando il meccanismo, i quadri scompaiono silenziosamente, lasciando emergere le preziose reliquie dei Santi custodite all’interno dell’altare.
Un patrimonio spirituale che ora la comunità tornerà a vivere appieno. La tradizione secolare prevedeva l’apertura delle teche dal 31 ottobre per tutto il mese di novembre che, come ricorda don Delfino dagli insegnamenti ricevuti in seminario negli anni Sessanta, “è il mese dei Santi, non dei morti“. In attesa di un futuro lavoro di catalogazione per mappare i nomi associati a ogni singola reliquia, il prossimo 30 ottobre la parrocchia proporrà una speciale veglia di preghiera con queste reliquie. Da domenica, invece, la chiesa riprenderà la sua normale attività liturgica: niente messe feriali quotidiane, ma un appuntamento fisso festivo alle ore 11 e l’apertura riservata alle occasioni speciali della comunità, dai matrimoni ai battesimi, fino alle celebrazioni funebri.
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