"Salvare la Banca d'Italia"

TERAMO Un Comitato composto da Sindaci e dalle autorità della provincia ed il coinvolgimento diretto dei parlamentari teramani; queste le conclusioni dell'incontro di stamattina nella Sala Consiliare del Municipio di Teramo sulla vicenda della ventilata soppressione della sede teramana della Banca d'Italia. Il Sindaco Chiodi aveva invitato il prefetto Camerino, il Presidente della Provincia D'Agostino ed i sindaci del territorio. Ma l'invito non è stato raccolto granché. Era presente infatti il Prefetto, mentre per la Provincia è intervenuto il Presidente del Consiglio, Ugo Nori; scarsissima, invece, la partecipazione dei Sindaci: sono intervenuti solo Ruffini di Giulianova, Ruggieri di Castellalto, Di Sabatino di Bellante, l'assessore all'Urbanistica Frattari di Roseto ed è arrivato a riunione conclusa il sindaco di Mosciano, Filipponi. Erano invece presenti in blocco i rappresentanti sindacali Cgil e Falbi. Dai lavori comunque sono emerse alcune certezze. La prima è che quella di Teramo figura tra le 29 sedi che dovranno essere soppresse entro 12 mesi dall'inizio dell'operazione. La scelta è stata presa in base ai risultati di una inchiesta interna dell'Istituto Centrale, che fa riferimento a 4 parametri: condizioni di contesto, domanda potenziale del servizio, domanda effettiva del servizio, vincoli e opportunità di ciascuna sede. In base ad essi, Teramo risulta “scarsamente produttiva” e ciò giustificherebbe la sua chiusura. Ovviante i dati sono stati contestati, non solo dai Sindaci ma soprattutto dai sindacalisti. Per questo si richiederà di rivedere tali valutazioni, anche per eliminare il sospetto che gli stessi siano stati predisposti proprio per generare la graduatoria complessiva poi emersa. Il Sindaco Chiodi, comunque, si fa capofila del Comitato ed annuncia di coinvolgere anche gli imprenditori, la Camera di Commercio e le stesse banche del territorio. Bisognerà convincere i vertici della Banca Centrale del fatto che la chiusura della sede teramana potrebbe avere serie conseguenze per la realtà economica, imprenditoriale e produttiva di tutta la provincia.

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