TERAMO – A Teramo si è avvertita nettamente quella delle 22.17 (4.1 di magnitudo, zona Monti della Laga). Le scosse però. al di là di quella del pomeriggio alle 16 (3.9, sempre Monti della Laga), erano state già due (alle 21.30 di magnitudo 3.4 e prima ancora alle 19.30 di 3.5). La scossa è stata avvertita anche nelle Marche e nel Lazio. Intanto, annuncia all’Ansa Enzo Boschi, presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), "Adesso abbiamo una visione chiara di quanto è accaduto". E spiega, a proposito del terremoto dell’Aquila: "Abbiamo ricostruito il processo di liberazione dell’energia che per secoli si era immagazzinata nel suolo", dice Boschi. "Il meccanismo che ha scatenato il sisma – aggiunge – è di tipo distensivo". E’ come se la crosta terrestre si fosse allargata, secondo una forza esercitata in senso perpendicolare rispetto all’Appennino. "Un fenomeno – aggiunge – rimasto circoscritto alla zona dell’epicentro", ma non nuovo nella zona degli Appennini: "questo comportamento può verificarsi dall’Emilia Romagna alla Calabria, lungo tutta la catena dell’Appennino". E’ nella norma anche il modo in cui proseguono le scosse di assestamento: "seguono – dice Boschi – la legge di Gutenberg-Richter", che dalla metà degli anni Cinquanta mette in relazione la magnitudo della scossa iniziale con il numero complessivo di terremoti in una data regione e in un particolare periodo.
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