All'Abruzzo la maglia nera per Pil e occupazione

TERAMO – E’ l’Abruzzo la Regione italiana che ha registrato nel 2009 il calo più consistente del Pil (-6,9% a fronte di una media nazionale pari a -5%) e dell’occupazione (-5,8% a fronte di un -2,6% di media nazionale). La Regione paga le conseguenze del terremoto che nell’aprile dello scorso anno ha colpito l’Aquila e le zone circostanti. E’ quanto emerge dalla ricerca Istat "Principali aggregati dei conti economici nazionali" secondo la quale è invece il Piemonte la regione che ha sofferto di più la crisi nel settore industriale, con un calo del valore aggiunto ai prezzi base nell’industria del 16% a fronte di un -13,2% a livello nazionale. Il calo del Pil si è concentrato in Lombardia, regione che da sola produce oltre un quinto del reddito del Paese. Nel 2009 ha segnato un -6,3% seguita dal -6,2% del Piemonte e dal -5,9%

del Veneto e dell’Emilia Romagna. Calo consistente in Piemonte e in Lombardia anche delle unità di lavoro (rispettivamente -3,6 e -3,1%) ma tra le prime regioni nelle quali è calata l’occupazione dopo l’Abruzzo ci sono anche la Campania (-4%) e la Puglia (-3,6%). L’occupazione cala ovunque con la sola eccezione di Bolzano che registra nel 2009 lo stesso livello del 2008. Dall’indagine emrge anche una contrazione della spesa dele famiglie diminuita dell’1,9% rispetto all’anno precedente. La Regione che ha segnato la diminuzione più consistente della spesa delle famiglie è la Calabria (-4,1%), seguita dalla

Puglia (-3,5%) e dalla Sicilia (-3,1%). La Campania ha segnato un -2,9%. Le spese delle famiglie hanno invece tenuto in Abruzzo (-0,5%) ma anche in Friuli (-0,1%), in Emilia Romagna (-0,3%), in Basilicata (-0,4%).

 

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