Gatti, non bastano 28mila voti. Dentro Tancredi, Ginoble e la sorpresa Sottanelli

TERAMO – Se l’è giocata fino alla fine l’assessore regionale Paolo Gatti, che ha raccolto un personale successo con quasi 28mila voti (27.693 che equivale al 3,5% su base regionale, ma che non è riuscito a centrare l’elezioni al Parlamento. Un testa a testa con i ‘colleghi’ candidati di Fratelli d’Italia di Lazio 2 e Piemonte 1, che hanno conquisttato rispettivamente 28.896 e 26.839 voti): il seggio alla Camera per il partito della Meloni e Crosetto – che in Italia ne ha presi 9 – è andato al candidato del Lazio 2 per una differenza di 1.203 voti. E’ comunque soddisfatto, orgoglioso e grato per i voti (più di 4mila), raccolti in città, Paolo Gatti, capolista in Abruzzo di Fratelli d’Italia, ma "fortemente amareggiato per il risultato di Grillo". "Nella mia città – ha detto l’assessore regionale – non mi aspettavo un tale risultato per me e, ripeto, ne sono grato, ma certo non mi aspettavo tale risultato per il movimento di Grillo, che significa evidentemente che anche a Teramo c’è un allontanamento da quello che il livello comunale esprime". Plauso a Gatti è arrivato dal  neo-deputato eletto nel Pdl, Paolo Tancredi:"Hai ottenuto un grande risultato e tutto da solo". Tancredi pensa al Pdl abruzzese e ai risultati e guarda avanti: "Questo risultato depone a nostro favore per le Regionali, ci proietta bene alla prossima elezione per l’Abruzzo". Sono due gli altri deputati teramani eletti nelle liste del centrosinistra e della coalizione di Monti: Tommaso Ginoble entra al Parlamento confermando il proprio precedente mandato, mentre per Giulio Sottanelli capolista di Scelta Civica, si tratta dell’esordio vincente nella corsa alla Camera.
"Abbiamo vinto in Abruzzo contro ogni pronostico, contro tutto e contro tutti – comenta Gaetano Quagliariello – che insieme al presidente Berlusconi ha guidato la lista del PdL al Senato in Abruzzo – abbiamo vinto contro la sinistra ufficiale – ha spiegato – e contro la sinistra mascherata da voto di protesta. Abbiamo vinto contro il fuoco amico e contro i radical chic che insultano gli operai per come parlano l’italiano. Abbiamo vinto contro quanti avrebbero potuto partecipare alla grande sfida dell’unificazione dei moderati e invece hanno preferito guardare al proprio asfittico orticello candidandosi a fare la ruota di scorta e sono rimasti giù dal treno. Grazie a tutti gli abruzzesi, non deluderemo la fiducia che hanno riposto in noi".

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