La Cna: «Necessario abbassare l'Imu per negozianti e artigiani»

TERAMO – «Non possiamo morire di Imu». E’ questo l’appello lanciato dalla Cna, in occasione dell’”Imu Day”, ai sindaci del territorio. Stamattina i rappresentanti dell’associazione di categoria, tra cui anche il presidente provinciale Gianfredo De Santis e il direttore Gloriano Lanciotti hanno incontrato, tra gli altri, anche il primo cittadino di Teramo Maurizio Brucchi per chiedere di abbassare l’aliquota per i laboratori artigianali, i depositi e i negozi, attualmente fissata al 10,6 per mille, ossia il massimo consentito. La proposta della Cna è quella di portarla al minimo, ovvero il 4,6 per mille. Un’ipotesi che sembra poco percorribile: il sindaco Brucchi ha però assicurato che chiederà agli Uffici finanziari di verificare quanto vale, nel concreto, un punto percentuale di Imu e quale sarebbe l’impatto finale sul valore totale. «Vorrei dare un segnale di vicinanza alle realtà commerciali ed artigiane – ha detto il sindaco – anche se questa situazione di incertezza anche normativa a livello nazionale non ci aiuta. Non è un caso se ancora non siamo riusciti a chiudere il Bilancio, contiamo comunque di farlo entro ottobre. Abbiamo fatto una scelta precisa che è quella di non tagliare il sociale, di non togliere gli asili, di non eliminare servizi costosi, come quello del trasporto con lo scuolabus, che incide sulle nostre casse per ben 700 mila euro. La coperta però è corta, quindi dovremo ponderare bene ogni decisione». Secondo il direttore provinciale della Cna Gloriano Lanciotti, nel passaggio da Ici a Imu a Teramo si è attestato un aumento del 101,07%. «Non possiamo andare più avanti così – spiega – le amministrazioni devono dare un segnale di vicinanza alle imprese, ci aspettiamo che venga tagliato il valore dell’aliquota di almeno un punto percentuale».

 

ECCO QAUNTO PAGANO LE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

A Teramo, Lanciano, Spoltore e Penne le aliquote dell’Imu per laboratori artigianali e negozi sono al massimo consentito: 10,6 per mille. A Giulianova il 9,6 per mille, così come ad Avezzano. A Chieti il 9 per mille, a San Salvo 8,9 per mille (4,6 per mille per le nuove attività in centro storico), a Ortona 8,6, a Vasto 8,10, a Sulmona 8, a Pescara, Roseto degli Abruzzi, L’Aquila e Montesilvano 7,6.

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