Il NurSind: «Mancano oltre 600 infermieri e Oss negli ospedali»

TERAMO – Tra turnazioni obbligate e straordinari al limite, alla Asl di Teramo si riapre drammaticamente il problema della carenza di personale infermieristico. A ricordarlo è il sindacato delle professioni infermieristiche NurSind di Teramo, che conta in 600 in più dell’attuale il numero di dipendenti necessario, tra infermieri e operatori socio-sanitari, necessari per il funzionamento dei quattro ospedali teramani. E’ vero che il decreto che attua le direttive europee sugli orari di lavoro, entrato in vigore dallo scorso novembre, ha messo in grave difficoltà le aziende sanitarie, ma nella Asl di Teramo i coordinatori infermieristici, che entro il 20 di ogni mesi per disposizioni aziendali dovrebbero organizzare i turni, sono nell’impossibilità di coprirli per la carenza di dipendenti. Di queste situazione soffrono sia i pazienti – dice il NurSind attraverso il segretario provinciale Giuseppe De Zolt -, che non ricevono una corretta continuità assistenziale, quanto il personale: «La norma impone alle aziende di “riorganizzare”, come estrema ratio perfino chiudere i servizi che non riescono a garantire, per assicurare la tutela del personale ed i livelli minimi, eppure si continuano ad inaugurare servizi, senza incremento del personale a disposizione. La scena della coperta corta si ripropone: per coprire un servizio se ne scopre un altro». Ci sono dipendenti che hanno ferie arretrate dal 2013, altri che hanno raggiunto e superato 200 ore di straordinario. «Le linee guida sulle dotazioni organiche non sono mai state rispettate in alcun reparto – dice Da Zolt -. La Asl di Teramo è quella con meno personale in organico tra tutte le Asl abruzzesi. Assistiamo ad un rimpallo di responsabilità tra Asl e Regione per le mancate assunzioni, crediamo sia ora di trovare una soluzione – conclude il segretario provinciale NurSind –. Perché il decreto commissariale non viene rispettato? Di chi sono le responsabilità? Vogliamo chiarezza e risposte concrete che definiscano come uscire finalmente da questa impasse, uno stallo che sta uccidendo l’assistenza sanitaria teramana».

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