A Teramo sono 9 i casi positivi come a Giulianova. D’Alberto: “Pronto a tornare alle restrizioni”

“Trasmettiamo ai figli la responsabilità del momento e viviamo in sicurezza la riapertura della scuola”

TERAMO – Come fatto dal sindaco di Giulianova, Jwan Costantini, che ha reso nota la segnalazione della Asl della positività di altri 3 cittadini giuliesi al Covid (che porta il numero totale a 9) anche il primo cittadino di Teramo, Gianguido D’Alberto, comunica che sono 9 i casi di positività al Coronavirus a Teramo città, due dei quali trattati in ospedale nel Reparto di malattie infettive al Lotto 3 e 7 in isolamento domiciliare. D’Alberto aggiunge che c’è “controllo costante ed efficace del Siesp che sta ricostruendo, come sempre, i contatti dei giorni precedenti di ciascuno di essi”.

Il primo cittadino, ritenendola situazione in cui va “alzato il livello di controllo della precauzione nei comportamenti e nelle azioni di tutti per la salvaguardia della salute pubblica”, si dice pronto “a tornare ad intensificare le misure restrittive”. Da qui l’appello ad avvertire tutti insieme, in questa fase molto delicata anche se non allarmante, la responsabilità di questa fase “e di trasmetterla ai nostri figli”. Con un occhio rivolto soprattutto alla comunità scolastica “che sta finalmente riprendendo il suo corso per tornare a tracciare la vita e il futuro del nostro Paese”

E proprio alla scuola è rivolto il pensiero del sindaco D’Alberto, per dire che sono state “già individuate le aule Covid”, che gli edifici scolastici e i loro spazi sono pronti” e che bisogna fare in modo “che vengano riempiti in sicurezza, in presenza e in continuità, dai sorrisi e della vitale curiosità dei nostri figli”.

D’Alberto si dice pronto, come condiviso con il Prefetto De Prisco, “a fronte delle prime inevitabili criticità, ad agire con la lucidità istituzionale e con la capacità di rispondere insieme come sistema organico, ciascuno per le proprie responsabilità. Tutte le istituzioni si giocano la propria credibilità su questo argomento perché si sta parlando della ricostruzione del nostro futuro”.

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