Resta un mistero il decesso del figlio dell’ex presidente

L’autopsia non chiarisce i motivi: esami di laboratorio per confermare il malore

TERAMO – Lo stato di decomposizione del cadavere non ha permesso al medico legale Gina Quaglione di poter stabilire nel corso dell’autopsia, la causa del decesso di Andrea Pedicone, il 51enne figlio dell’ex presidente del Teramo, Carmine. Il decesso fatto risalire a quattro giorni prima del ritrovamento, avvenuto sabato scorso, al momento potrebbe essere ricondotto a un malore, molto probabilmente anche a un problema congenito, ma perché questo venga confermato, c’è bisogno di approfondire i test tossicologici e istologici.

Campioni di tessuto e campioni biologici sono stati prelevati dal perito settore incaricato dal pubblico ministero Francesca Zani e soltanto all’esito degli esami di laboratorio sarà forse possibile indirizzare la tesi investigativa verso una spiegazione scientifica.


Il corpo del 51enne secondogenito del costruttore che sul finire degli Anni ’70 guidò la società biancorossa in serie C, è stato rinvenuto nel pomeriggio di sabato scorso, nell’appartamento della palazzina di famiglia in via Paolucci, a Teramo. Era stato proprio il nauseabondo olezzo che proveniva dall’abitazione a richiamare l’attenzione dei vicini: il cadere giaceva a terra, vicino a un divano, in una sala. 

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