Morti in via Longo, l’autopsia su Alessia conferma la morte per avvelenamento da monossido

L’esame medico legale non verrà eseguito sul corpo di Ablie perchè affetto da Covid. Conferme anche sulla databilità dei decessi: erano morti dal giorno prima

TERAMO – Non è arrivata nessuna novità dall’autopsia eseguita sul corpo di Alessia Sardella, la teramana 4enne trovata senza vita assieme al fidanzato 26enne di nazionalità gambiana nel dormitorio abusivo di via Longo, giovedì notte. L’esame necroscopico ha rilevato i classici segni dell’intossicazione da monossido di carbonio, sprigionatosi dal braciere di fortuna acceso dai due per riscaldarsi, dunque confermando quanto si era già ipotizzato al momento del ritrovamento dei due cadaveri. L’esame tossicologico sui campioni biologici prelevati darà ufficializzazione a questa causa di morte.

L’autopsia ha anche confermato che le ustioni che hanno devastato il volto della donna, finita nel braciere quando si è alzata dal letto, sono state subite post mortem. Sul corpo di Ablie Cessay, invece, il medico legale Giuseppe Sciarra non ha eseguito l’autopsia ma prelevato solo campioni di liquidi per il successivo esame di laboratorio, per motivi precauzionali in quanto affetto da Covid. Una conferma anche sulla databilità dei decessi: come ipotizzato sul momento, risalirebbero a 24 ore prima.

Sui campioni biologici lavorerà adesso il tossicologo Rino Froldi dell’ìUniversità di Macerata, che era presente all’autopsia, nominato dalla Procura in qualità di consulente: si dovrà accertare se le due vittime avessero assunto stupefacenti. Il caso procede dunque verso la probabile chiusura, considerato anche che il fascicolo del pm non ha iscrizioni sul registro degli indagati.

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