Arresti, Quagliarello: "La magistratura tenta di commissariare la democrazia"

TERAMO –  "In Abruzzo da oltre due anni si assiste al tentativo della magistratura di commissariare la politica e la democrazia". E’ quanto dichiarato il vicecapogruppo vicario del PdL al Senato Gaetano Quagliariello, che sostiene che "se c’è una riflessione da fare sul
rapporto tra giustizia e politica non si può prescindere dall’Abruzzo. Dal ‘caso Abruzzo’, perchè ormai di questo si tratta". "Io trovo che sia legittimo – dice ancora Quagliariello – che
la magistratura controlli la politica, ma questo potere di controllo non puo essere irresponsabile. In una situazione come quella abruzzese occorre una precauzione maggiore, dal momento che gli avvenimenti politici degli ultimi anni sono stati determinati da fatti giudiziari che non sono stati ancora definiti. Se prolungata, questa situazione può diventare una patologia: rischiamo che venga invertito il rapporto tra chi compie le scelte politiche e chi le controlla. In Abruzzo chi controlla, determina le scelte politiche". In merito all’inchiesta sui rifiuti che ha visto il coinvolgimento di due senatori del PdL, il vicecapogruppo commenta: "Ho visto gli avvisi di garanzia e ho trovato accuse risibili rispetto al polverone che hanno sollevato, e frutto di  una ricostruzione piuttosto traballante rispetto alle procedure
che regolano la realizzazione di impianti per lo smaltimento dei rifiuti". "Il centrodestra abruzzese – spiega Quagliariello – è sempre stato ed è tuttora favorevole ai termovalorizzatori. Non si possono fare processi alle intenzioni e addurre questo proposito come prova dell’esistenza di un sodalizio criminoso. Altrimenti significa vivere in un regime di ‘inquisizione’. Al contrario è opportuna una contestazione di fatti precisi che dimostrino che
ci sia un illecito".

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