Prati di Tivo, boom di gente e senza impianti. Che non riapriranno, ma la Provincia compra altri ‘cannoni’

Una volta la scusa era la forma con l’Asbuc, adesso manca il Piano valanghe e la stazione non è in grado di ripartire. Però l’Ente ‘investe’ 2,4 milioni di euro della Regione anche per l’impianto di neve artificiale

PIETRACAMELA – Il boom di presenze ai Prati di Tivo nel fine settimana, in particolare domenica, non fa che aumentare il rammarico per una potenziale ripresa attraverso gli impianti di risalita (che sono chiusi) che altrove, in Abruzzo, stanno costituendo oro per i gestori di funivie e seggiovie e gli imprenditori che gestiscono l’indotto.

Ai Prati tutto questo non è più possibile, perchè? Adesso è davvero difficile dare una risposta. Perchè se fino a ieri la scusa era il palleggio di responsabilità tra il gestore degli impianti, Marco Finori, e l’Asbuc di Pietracamela del presidente Paride Tudisco, dal 17 ottobre questo problema è stato superato dalla convenzione firmata tra le parti, con la Gran Sasso Teramano a fare da garante e contraente,. E allora?

Dopo l’ennesimo annuncio del presidente della Provincia Diego Di Bonaventura sulla possibile riapertura entro fine gennaio ma soprattutto (appena una quindicina di giorni fa) della sistemazione degli O’BellX (il sistema anti valanghe), in tanti avevano creduto che forse qualcosa si sarebbe mosso. si credeva infatti che le continue rassicurazioni sulle manutenzioni effettuate così come il riallaccio della corrente elettrica avvenuto giorni fa, spianassero la strada, adesso sì, a una imminente riapertura. E invece?

Nulla di tutto questo. quegli impianti non riapriranno – a questo punto crediamo anche noi ‘volutamente’ per evitare una dispendiosa stagione sotto il profilo economico, diversa cosa da quella estiva, molto remunerativa per gli incassi -. Perchè manca il Pidav, Il Piano di Intervento per il Distacco Artificiale di Valanghe, che va presentato, a cura del gestore, al Coreneva, l’organismo regionale che valuta e autorizza. Dal Coreneva apprendiamo che nulla è arrivato dai Prati di Tivo che resta la Cenerentola d’Abruzzo quando a stazioni aperte e funzionanti.

Ma c’è di più e anche di clamoroso. Mentre le amministrazioni comunali di Pietracamela e Fano Adriano cercano una strada per arrivare all’acquisto degli impianti di risalita e di riportare la gestione in ambito comunale, eccoti il coniglio dal cilindro: la Provincia, attraverso fondi della Regione per 2,4 milioni di euro, decide di avviare uno studio di fattibilità non solo per illuminare i sentieri della montagna ma anche e soprattutto per l’acquisto di cannoni per l’innevamento artificiale. Ancora? Ma poi faranno la fine di quelli che fanno bella mostra di sè ai piedi della sciovia ‘Jolly’? (vedere foto)

One Thought to “Prati di Tivo, boom di gente e senza impianti. Che non riapriranno, ma la Provincia compra altri ‘cannoni’”

  1. Bery

    Non siamo la Cenerentola d’Italia, siamo la vergogna! Questi argomenti vanno inoltrati alle Iene, a Striscia la Notizia, ma anche a Report!!!

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